Lavoratori disabili: una risorsa per le aziende?

Lavoratori disabili: una risorsa per le aziende?

In chiusura dello scorso anno è stato condotto uno studio, a livello internazionale, sull’inclusione lavorativa dei lavoratori con disabilità.

I risultati sono stati esposti al convegno “Disability management. Buone pratiche e prospettive future in Italia”, avvenuto a Milano grazie a “Best regards IBM Italia” e all’“Associazione pianeta persona”, con il patrocinio di diversi enti, tra cui il Ministero del lavoro e delle politiche sociali.

Ancora troppi pregiudizi

Ne è emerso che i pregiudizi, per moltissimi imprenditori e aziende, sono ancora ben lontani dall’essere accantonati: le buone intenzioni di assumere lavoratori disabili, spesso, si rivelano soltanto chiacchiere, oppure, poichè questo tipo di impiegati vengono, a priori, considerati “meno capaci” degli altri, vengono pagati meno o addirittura sottopagati.

Una realtà agghiacciante se si pensa che ci sono aziende, come l’IBM, appunto, che assumono disabili sin dagli inizi del 1900, senza che alcuna legge ad hoc fosse stata nemmeno pronunciata; oltre al fatto che ci sono contingenze per le quali le competenze e le capacità speciali di alcune persone possono diventare dei veri e propri punti di forza per l’azienda: è il caso di alcune realtà che si occupano di hi-tech che hanno inglobato, nel proprio staff, alcune persone affette dalla Sindrome di Asperger, proprio perchè rivelavano capacità preziose, al di fuori del normale.

Il disability manager

In verità, c’è una figura ancora poco conosciuta, soprattutto nel nostro Paese, che avrebbe il compito di veicolare e gestire gli inserimenti dei lavoratori disabili: il disability manager.

Si tratta di una figura professionale in grado di tessere la giusta tela a livello pratico e psicologico per il disabile e l’azienda, rafforzando la collaborazione e l’inserimento all’interno del gruppo dipendenti e fornendo, nel contempo, tutta l’assistenza necessaria ad illustrare quali siano le competenze e le capacità del proprio assistito.

Si tratta di un ruolo cruciale, soprattutto in alcuni casi di disabilità importante o particolarmente invalidante.

Tra l’altro, ironia della sorte, spesso sono proprio i disabili a fare a meno di questo aiuto, poichè impauriti dal fatto che la sua presenza potrebbe condizionare l’ambiente lavorativo e svalutare, automaticamente, la propria posizione.

Come a dire che i pregiudizi, insomma, per riflesso, finiscono per essere provati dai disabili verso se stessi.

Fortunatamente questa condizione, pian piano, sta andando verso un’evoluzione positiva, anche grazie a una componente di facile intuizione: molte aziende, assumendo disabili in ambiti diversi, possono testare e studiare i propri prodotti al 100%, trasformandoli e personalizzandoli a seconda delle esigenze, orientati ad una società variegata e multiforme e non alla “maggioranza” che non potrebbe mai, in nessun caso, accontentare tutto il grande pubblico.

Ed è proprio in questo che moltissime grandi realtà a livello mondiale hanno scorto una potenziale, incredibile risorsa.

Authored by: Simona Vitagliano

Uso le parole come fossero numeri e i numeri come fossero parole. Blogger, Copywriter, Editor freelance. Tutor di Matematica e Fisica.

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