Giusy Versace e la sua “Disabili No Limits Onlus”

Giusy Versace e la sua “Disabili No Limits Onlus”

Giusy Versace è un nome spesso accostato alle parole coraggio, indipendenza, reinventarsi.

Un po’ come Alex Zanardi, ha saputo, infatti, rivoltare la propria vita come un calzino, trovando nuovi spunti, obiettivi, sogni da vivere, diventando ispirazione per moltissimi disabili e, soprattutto, per moltissime donne.

Classe 1977 e figlia di uno dei cugini dei noti Versace stilisti, si è occupata di moda finchè, all’età di 28 anni, a causa di un brutto incidente d’auto, la sua vita è cambiata per sempre: riuscì a sopravvivere ma perse, in quell’occasione, entrambe le gambe.

Era il 2005; nel 2007 è già tornata a guidare e, nel 2010, ha cominciato a correre con un paio di protesi in fibra di carbonio, diventando la prima atleta donna italiana della storia a correre con doppia amputazione agli arti inferiori.

L’anno dopo, nel 2011, ha fondato l’associazione Disabili No Limits Onlus, di cui è presidente.

Dopo questo slancio entusiasmante, non potevano che arrivare altre soddisfazioni: ha scritto un libro autobiografico, condotto trasmissioni televisive, partecipato, conquistando medaglie, alle gare paralimpiche e, nel 2014, ha persino vinto l’edizione in corso del programma “Ballando con le stelle“.

Un’autentica forza della natura che ci fa tornare alla mente anche la storia di un’altra donna, di cui abbiamo parlato qualche tempo fa, che ha saputo reinventare la sua vita da sub… in carrozzina!

Disabili No Limits

Ma di cosa si occupa la sua associazione?

Il fine è quello di riuscire a portare, nelle case dei disabili che non possono permettersele, attrezzature sportive, anche in grado di preparare ad una eventuale partecipazione alle paralimpiadi: lo sport, per la Versace, deve essere alla portata di tutti.

Il tutto è realizzato attraverso raccolte fondi ed un numero solidale: “Avremo così la possibilità non solo di donare protesi e ausili a chi non può permetterseli, ma anche di sensibilizzare sull’argomento e promuovere lo sport come terapia e mezzo di integrazione” ha riferito la stessa presidentessa. In effetti, molte di queste attrezzature non sono reputate a carico dello Stato, dalla legge italiana, per cui molti disabili, che non possiedono le risorse economiche per procurarsele, spesso, restano con il sogno di un’attività sportiva, magari agonistica, senza riuscire a realizzarlo.

Lo sport è uno strumento di integrazione e di riscatto personale, aiuta a non isolarti, a uscire di casa e confrontarti con altri. Se poi si sceglie di farlo a livello agonistico, come ho fatto io, aiuta anche a superare i limiti. Certo, è fatica e sudore, ma regala anche tanta energia. Tante volte sono caduta, ma poi mi sono rialzata e ho continuato a combattere. Oggi la gente mi vede correre, vincere medaglie, ballare: se qualcuno me lo avesse detto dieci anni fa, io stessa non ci avrei creduto. La tecnologia ha fatto progressi, ma è anche vero che questi ausili evoluti non sono accessibili per chi vuole praticare sport. Con la onlus, più che donare una protesi, vogliamo regalare la speranza di avere una nuova opportunità grazie allo sport e riorganizzarsi a dispetto della disabilità” ha dichiarato la Versace.

Authored by: Simona Vitagliano

Uso le parole come fossero numeri e i numeri come fossero parole. Blogger, Copywriter, Editor freelance. Tutor di Matematica e Fisica.

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